9 marzo 2020 - 12:00

35 vaccini candidati contro la Covid-19

Ci sarebbero 35 i vaccini candidati contro la Covid-19 in tutto il mondo. Qualche settimana fa erano dieci in meno. Tuttavia molti studi sono ancora in fase preclinica e i dettagli sono ancora poco chiari. La corsa all’oro del 2020, comunque, è contrassegnata anche a colpi mediatici piuttosto rilevanti dato che sempre più aziende annunciano lavori sul vaccino contro il nuovo coronavirus o, come nel caso dell’azienda americana Moderna (una delle prima ad essersi messa al lavoro) di essere vicino alla soluzione.

9 marzo 2020 - 12:00

Vaccino per il coronavirus. Da Moderna (Usa) all’israeliana Migal, le aziende e i laboratori al lavoro

Dalla ricerca, ha spiegato ancora l’Istituto israeliano, è stato scoperto che «il coronavirus del pollame ha un’elevata somiglianza genetica con il Covid-19 umano e che utilizza lo stesso meccanismo di infezione, un fatto che aumenta la probabilità di ottenere un vaccino umano efficace in un periodo di tempo più breve». Ma, ahinoi, mancano ancora molte «settimane» per «completare i protocolli di sicurezza che permetteranno di effettuare poi il test in vivo».

Intanto, lunedì, Donald Trump ha tenuto una riunione alla Casa Bianca per discutere la risposta della sua Amministrazione al Covid-19. Seduti attorno a un tavolo ovale, come ha raccontato nel dettaglio il New Yorker, c’erano gli esperti sanitari dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, della Food and Drug Administration e dei National Institutes of Health, oltre a dirigenti farmaceutici di Pfizer, Johnson & Johnson, Sanofi. Trump col suo modo di fare ha chiesto perentorio un vaccino entro pochi mesi. Ma la risposta di Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, è stata una doccia fredda: «Un vaccino creato e testato in un anno non è un vaccino che si può usare». Fauci ha spiegato che l’orizzonte di attesa - prima di avere un vaccino - non può essere inferiore a un anno, un anno e mezzo. Insomma, prima del 2021 non se ne parla.

9 marzo 2020 - 12:00

These nine companies are working on coronavirus treatments or vaccines — here’s where things stand

The list includes Gilead Sciences Inc. and Moderna Inc. along with smaller biotechs

In the U.S., the companies that are initiating development have received funding from two organizations: the Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA), which is a division of the Department of Health and Human Services, and the National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), a division of the National Institutes of Health. Some companies have received funding from Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), a global organization based in Oslo. Other companies are funding trials by themselves or through partnerships with other life sciences companies.

6 marzo 2020 - 12:00

Coronavirus, ecco quanto costerà il vaccino

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ci sono almeno 20 sieri in sviluppo nel mondo: alla fine di febbraio, Moderna, un gruppo biotecnologico con sede fuori Boston, ha battuto il record di velocità di tempo intercorso tra l'identificazione di un virus - in questo caso il coronavirus - e la creazione di un vaccino pronto per essere testato sull'uomo: solo 42 giorni. Ma nonostante la fretta che tutto il mondo ha di arrivare a uno 'scudo' protettivo contro il nuovo virus, gli esperti ribadiscono che ci vorrà da un anno a un anno e mezzo prima che un prodotto sia disponibile per l'uso diffuso. In genere, tutto l'iter richiede diversi anni: dopo un primo studio sulla sicurezza, devono essere condotti studi clinici molto ampi per testare l'efficacia.

› fonte:  adnkronos
4 febbraio 2020 - 12:00

Depakine, Sanofi accusata di “inganno aggravato” e “lesioni involontarie”

Il gruppo farmaceutico francese Sanofi ha annunciato la sua incriminazione per “inganno aggravato” e “lesioni involontarie” nel caso della commercializzazione dell’antiepilettico Depakin, al termine di un’inchiesta aperta a settembre 2016. La molecola di base, il valproato di sodio, è stato commercializzato dal 1967 con il marchio Depakin da Sanofi, ma anche con marchi generici ed è prescritto anche per il disturbo bipolare ma presenta un alto rischio di lesioni al feto se assunto da un donna incinta.

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